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Percepire: utilizzare i dati ed effettuare osservazioni

05.12.2025

Un’efficace gestione del rischio valanghe si basa sulla consapevolezza situazionale, che comprende sia l’analisi dei dati (es. meteo, mappe, bollettini…) sia l’osservazione sul campo (es. condizioni locali, terreno, profili del manto nevoso…).

Questo articolo riguarda:

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Informazioni statiche e dinamiche

Per poter effettuare una stima il più precisa possibile della situazione valanghe, la Commissione deve conoscere molto bene il territorio affidato alla sua valutazione, vale a dire i siti valanghivi, le caratteristiche e gli eventi meteo locali e le loro interazioni.

La conoscenza dei precedenti eventi valanghivi – e quindi del potenziale del terreno in determinate condizioni – è particolarmente importante in questo contesto. Tuttavia, è essenziale che le commissioni valanghe raccolgano informazioni da un’ampia gamma di fonti affidabili. A questo proposito, per informazioni statiche si intendono i dati che non cambiano a brevi intervalli (ad esempio, quotidianamente), quali:

  • Carte della pericolosità e piani delle zone di pericolo (see “Spatial planning instruments”)
  • Catasto delle valanghe (see “Spatial planning instruments”)
  • Ortofoto e cartografia forestale
  • Mappe delle pendenze e delle esposizioni

Le informazioni dinamiche, al contrario, si riferiscono a dati che cambiano rapidamente nel tempo o a (brevi) intervalli regolari. Gli esempi includono:

  • Dati meteo: previsioni meteorologiche e dati grezzi raccolti dalle stazioni meteo situate nell’area di competenza della commissione o in altre zone di interesse.
  • Dati su neve e valanghe: il bollettino valanghe su scala regionale o i modelli di simulazione del manto nevoso.
  • Webcams
  • Osservazioni:

    Osservazioni giornaliere: stazioni di monitoraggio fisse (campi di rilevamento neve).

    Osservazioni occasionali: professionisti e scialpinisti effettuano osservazioni affinché ogni informazione rilevante sulle condizioni della neve e sulle potenziali valanghe possa essere segnalata tramite piattaforme come SNOBS.LIVE, AINEVA o altre.
  • Mappe degli scenari valanghivi: mappe che mostrano i risultati delle simulazioni valanghive collegate al bollettino valanghe.
  • Bollettino di criticità valanghe: è uno strumento di previsione della Protezione Civile italiana che valuta il rischio di valanghe in zone antropizzate su scala regionale.
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Flusso di lavoro della fase di percezione

La fase di “percezione” nel lavoro delle commissioni valanghe può essere ulteriormente suddivisa in due passaggi: in primo luogo, la comprensione e l’interpretazione di tutti i dati disponibili (come descritto sopra) e, in secondo luogo, l’esecuzione di ulteriori osservazioni sul campo quando necessario.

Il diagramma di flusso qui riportato riflette l’intero flusso di lavoro della commissione valanghe. I primi due passaggi – “controllo giornaliero di base” e “controllo sul campo” – appartengono alla fase di percezione del processo. In molti casi, la determinazione dell’esistenza di un potenziale pericolo di valanghe può essere effettuata esclusivamente analizzando i dati disponibili (controllo giornaliero). Pertanto, alla domanda se esista un “(potenziale) problema valanghivo” si può solitamente rispondere in modo relativamente rapido con un “SÌ” o un “NO”. Se la risposta è “SÌ”, il passo successivo consiste nel verificare tale valutazione attraverso osservazioni dirette sul terreno (controllo sul posto).

Flusso di lavoro di una commissione valanghe © Lawinenkommissionen Tirol
Flusso di lavoro di una commissione valanghe © Lawinenkommissionen Tirol

Le attività di osservazione sul campo richiedono l’intervento dei membri delle commissioni valanghe e rappresentano un passaggio cruciale per convalidare, mettere in discussione o confermare le informazioni derivanti dalle fonti di dati disponibili, come il bollettino valanghe regionale. Queste osservazioni possono differire da quelle effettuate dai fruitori a scopo ricreativo (scialpinisti, escursionisti, ecc.).

Le osservazioni comprendono l’esecuzione di rilievi nivologici in località che offrano sia condizioni rappresentative che un’adeguata sicurezza. Tali rilievi possono includere il profilo stratigrafico e della temperatura, nonché i test di stabilità del manto nevoso. Semplici osservazioni, come verificare se la neve sia asciutta o bagnata, possono già fornire informazioni preziose per le commissioni valanghe (see “Basis of snowpack analysis).

I metodi di osservazione “speciali” utilizzati dalle commissioni valanghe includono, ad esempio, le aste nivometriche (c.d. paline). Si tratta di aste graduate con bande alternate gialle e nere, solitamente alte 50 cm ciascuna, che consentono una stima visiva dello spessore del manto nevoso. Il monitoraggio frequente di queste aste permette di valutare gli incrementi e le diminuzioni dello spessore della neve durante tutta la stagione invernale. Esse vengono installate in punti strategici e ben visibili, come pendii aperti, creste e dossi. I punti di osservazione sono solitamente situati in luoghi sicuri sul versante opposto del pendio o a fondovalle. In alcuni casi, le aste possono essere monitorate anche tramite webcam o durante le ricognizioni in elicottero.

Asta nivometrica (webcam Madonna di Campiglio - Grostè) - © Panomax | snow institute
Asta nivometrica (webcam Madonna di Campiglio - Grostè) - © Panomax | snow institute

Anche le opere di mitigazione di tipo attivo possono offrire informazioni utili: la quantità e la distribuzione della neve trattenuta da queste strutture fornisce indicazioni sulla dinamica del manto nevoso e sulla sua evoluzione durante la stagione invernale.

Reti da neve - © A. Gasperi | snow institute
Reti da neve - © A. Gasperi | snow institute

Altre osservazioni sul territorio possono comprendere la documentazione fotografica di dettagli significativi quali ad esempio: accumuli localizzati, depositi su alberi o edifici, presenza di cornici di neve, segni dell’attività eolica sulla superficie del manto nevoso (sastrugi ecc.) e la segnalazione di valanghe recenti o in atto.

 

In seguito alla valutazione delle condizioni attuali e delle eventuali osservazioni sul campo, la fase successiva consiste nell’analizzare la situazione nel dettaglio, con particolare attenzione alla determinazione del rischio valanghe attuale per l’area di competenza (ovvero il territorio della commissione valanghe). Il processo di valutazione è descritto nell’articolo “Valutazione del rischio (uso delle soglie, identificazione delle situazioni rilevanti, …)”.

Foto di copertina: Campo neve a Passo Rolle © archivio PAT | snow institute