Questo articolo riguarda:
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Introduzione
Oltre agli avvisi, alle chiusure o alle evacuazioni (vedi Capitolo “Agire – Misure operative: avvisi, chiusure ed evacuazioni”), le commissioni valanghe possono richiedere del distacco artificiale di valanghe. Questa misura – come quelle sopra menzionate – è classificata come una misura attiva e temporanea, ossia rientra tra le misure che da un lato richiedono l’intervento attivo da parte dell’uomo per raggiungere l’obiettivo di protezione desiderato e, dall’altro, che sono efficaci solo per un determinato periodo di tempo.
Negli ultimi anni, in particolare, hanno acquisito sempre maggiore rilevanza i metodi di distacco preventivo di valanghe con l’uso di cariche esplosive. Questo perché assicurano maggiori vantaggi economici rispetto alle misure permanenti ma anche perché l’impatto sulla natura è molto inferiore. Inoltre, queste misure di difesa dalle valanghe possono perlopiù essere attuate in tempi piuttosto rapidi e con un buon rapporto costi-benefici, oltre a risultare molto efficaci in termini di riduzione del rischio. Ma accanto a questi aspetti positivi, il distacco artificiale di valanghe presenta anche degli svantaggi, perché, ad esempio, per valutare un rischio valanghe incombente e attuare i relativi interventi occorre prevedere un impegno non indifferente di tempo e personale. Alcuni metodi sono inoltre legati alle condizioni atmosferiche e di visibilità e non possono quindi essere utilizzati in qualsiasi momento. Non bisogna inoltre trascurare il rischio che una valanga innescata con misure preventive possa assumere dimensioni maggiori del previsto o seguire traiettorie di scorrimento imprevedibili, o anche che si verifichino valanghe in siti adiacenti a causa di distacchi secondari o distanti. In ultimo luogo, si ricorda che l’uso di esplosivi in Italia è soggetto a severe restrizioni circa le modalità di acquisto, trasporto, detenzione, stoccaggio ed utilizzo. Considerato comunque che nella maggior parte dei casi i vantaggi dei metodi di distacco artificiale superano gli svantaggi, nella regione alpina vi si ricorre ormai già da diversi decenni per mettere in sicurezza piste da sci e impianti di risalita. Nell’ultimo decennio il distacco controllato di valanghe ha inoltre dato buoni risultati anche nella messa in sicurezza di infrastrutture stradali e ferroviarie. I due ambiti di intervento differiscono comunque soprattutto per le dimensioni e il tempo di ritorno delle valanghe.
Un fattore decisivo è ottenere un’efficacia quanto più uniforme possibile su tutta la zona di distacco; su pendii estesi sono spesso necessarie più esplosioni. Tuttavia, tali operazioni richiedono competenze specialistiche ed esperienza nel campo della neve e delle valanghe, nonché nella gestione degli esplosivi e dei sistemi di innesco. La preparazione e la detonazione di cariche esplosive per il distacco controllato di valanghe possono essere effettuate, ad esempio in Austria, solo da personale abilitato allo sparo con una qualifica aggiuntiva specifica per il brillamento valanghivo. In Italia, per l’utilizzo di esplosivi o artifici pirotecnici è necessario essere in possesso della licenza per l’esercizio del mestiere di fochino o artificiere pirotecnico, licenza che va rinnovata ogni tre anni ed è rilasciata dall’amministrazione comunale su presentazione del nullaosta della prefettura competente, dopo aver superato un esame dinanzi alla Commissione tecnica provinciale per gli esplosivi (articolo 27 del Decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956 n. 302/articolo 10 della Legge provinciale 12 novembre 1992, n. 40). Per l’utilizzo di cariche esplosive e di altri metodi di distacco artificiale delle valanghe, è inoltre obbligatorio il superamento dell’esame ANIEVA livello 2B – operatore ed assistente del distacco artificiale di valanghe.
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Obiettivi del distacco artificiale di valanghe
Il distacco artificiale preventivo di valanghe, quale misura di mitigazione, può evitare il verificarsi di grandi valanghe spontanee e ridurre i periodi di chiusura. L’obiettivo è provocare il distacco in modo controllato e progressivo in momenti prestabiliti. Mediante un sovraccarico indotto sul manto nevoso, gli strati deboli vengono sollecitati e le potenziali valanghe vengono innescate in una fase precoce, al fine di evitare – o almeno ridurre al minimo – i danni a persone, infrastrutture, edifici e aree forestali.
La scelta del metodo di distacco, dei punti di innesco e, in particolare, del momento corretto dipende da numerosi fattori, quali il terreno, l’accessibilità, le condizioni meteorologiche, il budget e l’esperienza. Un distacco è efficace solo se il manto nevoso presenta condizioni adeguate – né troppo instabile (coesione insufficiente per la formazione di lastroni) né già troppo consolidato. Questo fenomeno si osserva molto frequentemente nel caso di brillamento con l’elicottero, perché una volta che le condizioni meteorologiche e di visibilità migliorano dopo una nevicata, permettendo finalmente di operare con l’aeromobile, è possibile che il manto nevoso sia già talmente consolidato da non poter più innescare la valanga. Un altro esempio sono le condizioni primaverili, in cui durante la notte e al mattino il manto nevoso è ghiacciato, mentre durante il giorno il riscaldamento può provocare nello strato di neve una struttura ideale per gli interventi di distacco artificiale in un momento specifico. Una tempistica errata, ad esempio intervenendo nelle prime ore del giorno, può quindi rendere inefficace il distacco artificiale delle valanghe. Intervenire in un momento successivo, tuttavia, può permettere il distacco di valanghe di neve bagnata. Esso può avvenire anche spontaneamente, spesso con eventi valanghivi più grandi a causa delle masse di neve accumulate. Inoltre, il distacco preventivo delle valanghe fornisce informazioni preziose sulla stabilità del manto nevoso e sulla distribuzione degli strati deboli; anche un tentativo di distacco non riuscito rappresenta un’indicazione importante per la valutazione del pericolo.
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Effetti della detonazione
La detonazione di una carica esplosiva genera un’onda d’urto diretta nelle immediate vicinanze del punto di sparo, onda che con il progressivo allontanamento dalla posizione di applicazione della carica, si trasforma in un’onda elastica di grande ampiezza e infine in un’onda di pressione acustica (onda elastica di piccola ampiezza). Queste sollecitazioni si propagano sotto forma di onde di pressione all’interno del manto nevoso ma anche al suolo. Se le ampiezze sono sufficientemente grandi, la struttura del manto nevoso viene distrutta o quantomeno deformata in modo permanente.
L’ampiezza delle onde di pressione all’interno, sopra e sotto il manto nevoso dipende essenzialmente dalla posizione della carica esplosiva rispetto alla superficie della neve (punto di detonazione). La detonazione di una carica esplosiva e il suo impatto sul manto nevoso è definita “effetto utile” dell’esplosione e corrisponde alla portata del carico supplementare generato. L’effetto utile diminuisce con l’aumentare della distanza dal punto di detonazione. L’onda di pressione della detonazione si propaga in forma concentrica e forma una zona di impatto all’interno della quale il sovraccarico generato presenta una determinata portata.
Per ottenere l’innesco di una valanga con questo metodo, occorre che la tensione generata dal carico supplementare e dal peso proprio del manto nevoso superi in qualche punto della zona d’impatto la resistenza opposta dal manto nevoso stesso (frattura iniziale).
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Metodi di distacco artificiale
Negli ultimi decenni è stata messa a punto un’ampia gamma di metodi e sistemi che vanno dalle tecniche di lancio manuale di cariche esplosive, ai sistemi di distacco con teleferica e a quelli fissi. Tuttavia, negli scorsi anni sono stati migliorati e ulteriormente sviluppati soprattutto i sistemi automatizzati, con l’obiettivo principale di migliorare l’affidabilità e l’efficacia, la facilità d’uso e la sicurezza degli operatori. I metodi tecnici di distacco delle valanghe presentati in questa sezione non hanno la pretesa di essere esaustivi e non sono legalmente autorizzati in tutti gli stati dell’arco alpino. Ogni regione o provincia dispone di normative specifiche e di requisiti amministrativi che regolano l’attuazione delle rispettive misure di brillamento. Per informazioni dettagliate è necessario contattare direttamente le autorità competenti dei singoli Paesi o delle diverse province. Per il Tirolo e l’Alto Adige, indicazioni approfondite sono disponibili nei relativi manuali di formazione (“Ausbildungshandbuch für Tiroler Lawinenkommissionen”e “Manuale di formazione delle Commissioni valanghe dell’Alto Adige”).
Methoden
Download PDF: Metodi di distacco artificiale di valanghe
Bibliografia:
Rudolf-Miklau, F. & Sauermoser, S. (2011): Handbuch zum technischen Lawinenschutz. Wilhelm Ernst & Sohn





