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Protezione tecnica permanente contro le valanghe e i suoi limiti

05.12.2025

La protezione tecnica permanente contro le valanghe comprende diverse opere strutturali progettate per offrire difesa dalle valanghe. Una delle responsabilità delle commissioni valanghe è comprendere il funzionamento e i limiti di queste misure di protezione; inoltre, il loro monitoraggio continuo riveste un ruolo fondamentale.

Questo articolo riguarda:

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Panoramica generale

Il concetto di protezione paravalanghe permanente si riferisce all’’insieme delle misure di difesa integrata che contribuiscono alla sicurezza a lungo termine e alla riduzione del rischio valanghivo in una determinata area. Si distingue, inoltre, tra misure permanenti attive e misure permanenti passive. Le prime hanno lo scopo di prevenire il distacco delle valanghe o di intervenire direttamente sulla dinamica del fenomeno; le seconde mirano a proteggere gli elementi esposti o a ridurre il potenziale di pericolo, anche attraverso strumenti di pianificazione territoriale.

Le misure permanenti di mitigazione del rischio agiscono riducendo la probabilità o le conseguenze degli eventi pericolosi, ma non possono eliminare il rischio in modo assoluto. Permane, pertanto, una componente di rischio residuo ineliminabile (articolo “Rischio accettabile e rischio residuo“), anche in presenza di opere tecnicamente avanzate, poiché un evento estremo può superare l’intensità di quello assunto come riferimento in fase di progetto.

L’ampio spettro delle strutture paravalanghe esistenti esula dagli scopi di questo articolo, che intende offrire solo un sintetico approfondimento sulle opere costruttive fisse. Per quanto riguarda le misure non strutturali (come la pianificazione urbanistica), si rimanda alla sezione “Strumenti di pianificazione territoriale”. Per approfondimenti tecnici, il riferimento normativo è la ÖNORM B4801 (normativa austriaca) nonché dalle normative europee o nazionali di settore e dalle disposizioni tecniche regionali.

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Misure strutturali permanenti attive

02.1 Opere permanenti attive - Zona di distacco

Le misure permanenti attive, situate nelle zone di distacco delle valanghe, possono assolvere a due diverse funzioni: il sostegno del manto nevoso (opere di supporto) o la riduzione/controllo del trasporto di neve indotto dal vento (barriere paravento / barriere antineve) (Rudolf-Miklau & Sauermoser, 2011). Questo gruppo comprende anche i sistemi tecnici di protezione contro lo scivolamento della neve (gliding snow protection).

Opere di supporto/sostegno del manto nevoso

Stabilizzano il manto nevoso fino a una determinata altezza per impedire il distacco di valanghe in una specifica area.

  • Ponti da neve in acciaio: strutture in acciaio composte da montanti, travi longitudinali e traverse.

  • Ponti da neve in legno: costruzioni in legno composte da montanti, travi longitudinali e traverse in tronchi (legname tondo disposto orizzontalmente).

  • Rastrelliere da neve in legno: costruzioni in legno composte da montanti, arcarecci e pali della griglia (tronchi disposti verticalmente).

  • Rete da neve: struttura in acciaio composta da una rete triangolare in maglia metallica, montanti e funi di ancoraggio.

Limiti:

Progettazione basata sulla massima altezza della neve (quota di riempimento); strutture con altezza compresa tra 2 e massimo 5 m. Se la quota di riempimento viene superata, la funzione protettiva risulta gravemente limitata.

Monitoraggio e controllo semplificato:

Controllo dell’altezza di riempimento; verifica dello stato generale dell’opera stessa; monitoraggio di deformazioni e danni (ad esempio causati da caduta massi) e della conseguente riduzione dell’altezza efficace.

Sistemi tecnici anti-scivolamento

Minimizzazione dello scivolamento e dello scorrimento viscoso (creeping) della neve su pendii ripidi.

  • Cavalletti paraneve (treppiedi): struttura triangolare in tronchi (legname tondo); gli elementi superiori possono essere realizzati anche con tronchi dimezzati (mezzi tondi).

  • Berme: terrazzamenti in terra di diverse larghezze disposti trasversalmente al pendio:

  • Palificazioni: schiere di pali costituiti da legname tondo (tronchi).

  • Traverse in legno: tronchi d’albero ancorati trasversalmente al pendio.

Limiti

Le forze che si generano durante i processi di scorrimento viscoso (creep) e di scivolamento del manto nevoso possono essere molto elevate, arrivando a danneggiare le strutture o, in casi estremi, a sradicarle completamente.

Monitoraggio e controllo semplificato:

Tutte le strutture elencate per la protezione tecnica contro lo scivolamento della neve presentano un’altezza efficace ridotta. Per questo motivo, esse vengono sommerse dalla neve con relativa facilità, rendendo difficile il loro monitoraggio. Risulta quindi particolarmente importante effettuare i controlli durante i mesi privi di neve, prestando attenzione all’integrità delle strutture, a eventuali danni e allo stato di conservazione del legno.

Bosco di protezione

Sebbene non sia classificato come una misura strutturale, il bosco di protezione merita di essere menzionato per la sua rilevanza. La sua funzione è paragonabile a quella delle opere paravalanghe, ovvero la stabilizzazione del manto nevoso per prevenirne il distacco.

Schutzwald © Landespresseamt Südtirol | snow institute
Schutzwald © Landespresseamt Südtirol | snow institute

Limiti:

Solo un bosco in salute, composto dalle specie arboree corrette e in numero sufficiente, può garantire una protezione efficace contro le valanghe.

Regola empirica: per offrire una protezione valida, gli alberi devono superare di due volte l’altezza del manto nevoso (Rudolf-Miklau & Sauermoser). Le specie tipicamente sempreverdi offrono una protezione adeguata contro le valanghe.

Monitoraggio e controllo semplificato:

È necessario monitorare lo stato del bosco, con particolare attenzione alle infestazioni di bostrico. È essenziale valutare la composizione delle specie arboree, poiché solo le specie sempreverdi garantiscono una protezione ottimale. È inoltre fondamentale assicurare un’adeguata densità arborea; eventuali lacune nel popolamento forestale devono essere identificate e colmate.

Opere per il controllo del trasporto eolico: queste opere permettono, influenzando flussi d’aria, il controllo mirato della neve trasportata dal vento ; ciò determina una distribuzione più favorevole degli accumuli nevosi, ad esempio deviandoli verso zone pianeggianti.

Opere per il controllo del trasporto eolico

Queste opere permettono, influenzando flussi d’aria, il controllo mirato della neve trasportata dal vento ; ciò determina una distribuzione più favorevole degli accumuli nevosi, ad esempio deviandoli verso zone pianeggianti.

  • Barriere per il controllo del trasporto eolico: riducono l’accumulo di neve nelle zone di distacco delle valanghe.

  • Deflettori del vento / Croci paravento: erosione mirata della neve (formazione di zone di erosione) in prossimità dei deflettori dovuta all’aumento della velocità del vento, con conseguente minimizzazione della formazione di cornici di neve.

  • Tetti da vento: migliore distribuzione della neve nella zona di distacco grazie all’aumento locale della velocità del vento.

Limiti:

L’efficacia è garantita solo in presenza di direzioni del vento compatibili con l’orientamento del sistema, fatta eccezione, potenzialmente, per le croci paravento (che sono efficaci con venti provenienti da più direzioni).

Monitoraggio e controllo semplificato:

Monitoraggio e controllo dell’accumulo nevoso per verificarne la funzionalità e il corretto posizionamento sul terreno. Verifica di eventuali danni alle singole strutture.

02.2 Misure strutturali permanenti attive - Zona di scorrimento

Le misure permanenti attive situate lungo la zona di scorrimento delle valanghe (area di transito/trasporto) possono essere suddivise in due diversi gruppi funzionali: le opere di difesa trasversale (per l’arresto o il rallentamento della valanga) e le opere di deviazione e di convogliamento (Rudolf-Miklau & Sauermoser, 2011).

Opere di difesa trasversale (arresto o rallentamento delle valanghe)

Hanno lo scopo di raccogliere le masse nevose in punti mirati o di rallentarne la corsa, riducendo di conseguenza la lunghezza di scorrimento (distanza di arresto). Questo gruppo di misure è particolarmente efficace contro le valanghe dense (a debole coesione o umide) e solo parzialmente contro le valanghe nubiformi (polverose).

  • Rilevato paravalanghe (diga): diga in terra, eventualmente costruita in combinazione con opere in muratura.

  • Cunei frenanti: cumuli in terra, eventualmente realizzati in combinazione con opere in muratura; l’efficacia viene raggiunta solo se utilizzati in gruppo.

  • Briglie: costruzione in cemento armato con effetto protettivo sulla componente densa delle valanghe e parzialmente sulla componente nubiforme.

Limiti:

L’effetto protettivo è garantito fino a una determinata intensità dell’ evento di progetto. L’efficacia risulta invece gravemente limitata nei confronti delle valanghe nubiformi (polverose).

Monitoraggio e controllo semplificato:

Si deve prestare particolare attenzione al riempimento dell’area di deposito delle strutture (ad esempio, lo “spazio di accumulo” a monte di un rilevato) causato da valanghe precedenti.

Opere di deviazione e di convogliamento

Hanno lo scopo di deviare, dirigere o trasferire le masse nevose lontano dagli elementi da proteggere mediante l’impiego di rilevati (dighe), muri o strutture in cemento armato.

  • Rilevati di deviazione: sono destinati a impedire l’espansione laterale delle valanghe o a cambiarne la direzione, specialmente nei punti in cui i canali ripidi confluiscono in zone di fondovalle più pianeggianti (Rudolf-Miklau & Sauermoser).
  • Galleria paravalanghe: costruzione in cemento armato con apertura sul lato a valle, progettata specificamente per la protezione delle strade; le masse nevose scorrono al di sopra della galleria.

  • Tunnel paravalanghe: costruzione a tunnel specifica per la protezione delle strade; le masse di neve scorrono (o scavalcano) al di sopra del tunnel.

Limiti:

Per il gruppo di opere di deviazione e convogliamento  descritte, si applicano requisiti simili a quelli previsti per le opere di difesa trasversale.

Nel caso di gallerie e tunnel paravalanghe, gli imbocchi (entrate e uscite) sono considerati punti particolarmente a rischio, poiché durante eventi estremi, valanghe di grandi dimensioni possono riversarsi lateralmente sopra le strutture in corrispondenza di tali varchi.

Monitoraggio e controllo semplificato:

Nel caso di gallerie e tunnel paravalanghe, si effettua un’ispezione generale dello stato della struttura.

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Misure strutturali permanenti passive

Le misure strutturali permanenti passive possono anche essere definite misure di protezione dell’oggetto (o protezione diretta), in quanto vengono realizzate direttamente a monte della struttura da proteggere.

  • Ubicazione e forma degli edifici: misure architettoniche quali assenza di finestre sul lato esposto alle valanghe, eliminazione di tetti sporgenti, e impiego di pareti rinforzate in cemento armato o materiali simili.

  • Serrande e protezioni paravalanghe: ante, scuri o pannelli di copertura progettati per resistere alla pressione d’impatto; misura consentita in zone a basso rischio o per edifici non utilizzati durante la stagione invernale
  • Cuneo paravalanghe / cuneo deviatore: cunei di deviazione realizzati in muratura o cemento armato per deviare la valanga dall’edificio; utilizzati in edifici agricoli e stagionali; misura adottata frequentemente per la protezione di piloni e sostegni di impianti a fune.

  • Rilevato di protezione a ridosso dell’edificio: cumuli di terra riportata, posti sul lato esposto alle valanghe per consentire alla massa nevosa di scorrere sopra e attorno all’edificio; prevedono un raccordo senza soluzione di continuità con il tetto.

  • Muro d’arresto: realizzato direttamente sugli edifici oppure come struttura distaccata in cemento armato e/o muratura in pietra.

Limiti:

L’efficacia protettiva è garantita fino a un evento di progetto definito. Viene fornita una protezione parziale contro le valanghe nubiformi (neve polverosa). Le finestre e le serrande paravalanghe devono essere chiuse e installate in modo separato le une dalle altre e costituiscono, pertanto, delle misure temporanee.

Monitoraggio e controllo semplificato:

Controllo del livello di riempimento; verifica dell’integrità della misura (stato generale); deformazioni e danni (ad es. caduta massi) e conseguente riduzione dell’efficacia.

Bibliografia:

  • Rudolf-Miklau, F. & Sauermoser, S. (2011): Handbuch technischer Lawinenschutz. Wilhelm Ernst & Sohn

Immagine di copertina:: Ponti da neve in acciaio sopra il comprensorio sciistico di Plan/Pfelders © Lukas Ruetz | snow institute